Caro amico Artur

Dopo tanto tempo rispondo alla tua, di novità importanti non ce ne sono, qui i giorni trascorrono lentamente, passano gli anni e capisco che ci siamo persi gli anni migliori dentro un perimetro delimitato dall’ autorità competente. Negli ultimi mesi sto seguendo un corso denominato CITTA’VIOLA, e dirti la verità mi appassiona tantissimo perché il lavoro che stiamo svolgendo e rivolto alle persone che incoscientemente soffrono più di noi.

Sicuramente leggendo questa mia penserai che sono rammollito, ho che sono stato folgorato nella via di Damasco, nulla di tutto questo e soltanto che in tutti questi anni trascorsi ho avuto modo di capire tante cose che prima non percepivo ho volutamente ignoravo, sto frequentando la casa di nostro Signore e il rosario e dirti la verità mi sento più appagato con me stesso e molto più disponibile verso il prossimo. Pensa a tutto quello che sta succedendo nel mondo in cui viviamo guerre, catastrofe naturali sempre provocati dall’uomo, quanti milioni di persone soffrono la fame e ne muoiono e quanti hanno bisogno d’assistenza e non ne hanno.

Io mi auguro che un domani posso avere la possibilità di potermi dedicare un paio d’ore al giorno per il sociale sono convinto che sarebbe la cosa migliore di questa misera esistenza. Questa mia volge al termine con un abbraccio a te, agli ammalati, ai disabili, a quanti stanno vivendo l’incubo della guerra e soprattutto ai bambini.

Leo

Caro amore mio Tina

I giorni passano lentamente e i miei pensieri sono rivolti sempre a te, aspetto con ansia ogni giorno che l’agente mi consegni la corrispondenza e spero sempre che ci sia la tua cara lettera .

In questo periodo sto frequentando un laboratorio multimediale che mi da la possibilità di scriverti e pubblicare questa lettera sul sito “città viola” che speriamo di pubblicare alla fine di questo laboratorio.

Caro amore mio in questo foglio non posso dimostrarti ma solo esternarti il mio grande amore che ho verso di te, spero che al più presto te lo posso dimostrare di persona e mi auguro che il venti ottobre ci vediamo da vicino . In questo laboratorio ho potuto conoscere, anche se solo attraverso delle foto, alcuni ragazzi disabili,vedere i loro sorrisi e le cose che fanno durante le loro giornate.

Abbiamo creato un video per raccontare la loro storia lavorando insieme e quasi mi sembra di conoscerli personalmente. Le persone che ci guidano in questo laboratorio, Sergio, Cecilia e Teresa, hanno lavorato con tutti noi per aiutarci ad imparare ad usare il computer e per scrivere i nostri pensieri. Per me quest’ esperienza è stata non bella, ma bellissima ti racconterò tutto bene quando ci vediamo. Ti voglio bene e ricordati che sei sempre nel mio cuore.

Artur da Tolmezzo Giovedì 23 giugno 2011

Cara Teresa

ancora un altro di strada e il percorso didattico iniziato insieme a te, volgerà al termine. Che cosa mi resterà dello stesso? Molto, soprattutto dal punto di vista umano ed emotivo.

Credo di avere imparato, tra tutto, a riconoscere l’altruismo e la solidarietà come bisogno di crescita. In un mondo come quello carcerario, in cui l’istinto di sopravvivenza uccide spesso la capacità di guardare l’altruità senza il sospetto che possa approfittare delle tue debolezze (motivo per il quale si tende al disincanto e alla diffidenza) trovare chi non ha paura di offrirsi agli altri (come te) è quindi motivo di riflessione.

Ascoltare, poi, i tuoi racconti sulla disabilità infantile, sulle difficoltà che trovano questi bambini di integrarsi nel loro contesto sociale, mi ha molto rattristito, tuttavia, la cura, la passione, l’impegno che, specie i gruppi di volontariato, impiegano nell’aiutare quegli stessi bambini, mi ha fatto accendere nel cuore il desiderio di dare a mia volta qualcosa per loro.

Un desiderio, oggi, impotente, considerata la mia impossibilità di essere tra loro fisicamente, eppure nel mio cuore è germinato questo progetto e spero, domani, di poterlo realizzare.

E ciò grazie a te.

Patrizio

Leggere la tua lettera mi ha fatto riflettere… Riflettere su me stessa e sul mestiere che ormai più di vent’anni fa ho scelto di fare. Non sono una volontaria, come sai, vengo pagata (poco è vero, ma comunque pagata)per quello che faccio. Credo sia il “come lo faccio” a fare la differenza.

Perché secondo me non si può essere diversi sul lavoro e fuori da esso, non credo nella divisione, nel mostrare una facciata, nel cambiare cappello a seconda di quello che faccio e da con chi sono…. Lavorare con la disabilità mi ha insegnato proprio ad essere coerente con questa mia idea, a guardare oltre la forma per cercare di intravvedere la sostanza delle cose. All’ inizio ero convinta di “aiutare gli altri”, di fare “cose buone”, e mi sentivo molto brava per questo.

Poi, come spesso accade nel mio lavoro, mi sono accorta che non ero onnipotente, che non potevo fare miracoli…ed è stata veramente dura. Volevo mollare tutto perché mi sono accorta che non ero così brava come pensavo. E’ una crisi che molti passano in queste situazioni, quando la sofferenza dell’ altro ti entra dentro come una tempesta, e ti lascia steso a terra, disarmato e impotente. E poi…boh, forse sono cresciuta e ho cominciato a capire qualcosa. Ho imparato che nel mio lavoro non aiuti, ma accompagni le persone.

Che se vuoi aiutarle ti può succedere di pensare al posto loro, di decidere tu quello che va bene e quello che non va bene…di non ascoltare più loro ma solo te stessa… E soprattutto rischi di esprimere giudizi sugli altri, di giudicarli per ciò che tu vedi, per ciò che tu pensi buono e giusto. Io ho deciso come voglio essere, costi quello che costi. Certo, aprirsi all’ altro significa correre un grosso rischio, permettere all’ altro di attraversarti e di prendersi qualcosa di tuo…ma ho deciso che ne vale la pena.

Non sempre và bene, alle volte mi accade di sentirmi derubata, ma è un rischio che accetto anche se, visto il mio carattere, spesso mi incazzo. Quando ho iniziato a lavorare con voi a questo progetto non sapevo proprio cosa aspettarmi (come sempre mi accade quando mi lancio in una nuova avventura). Non sapevo nulla di nessuno di voi, non volevo sapere niente, per essere pronta ad ascoltare ciò che mi avreste detto, e non solo con le parole. Spero di essere stata capace di ascoltare, e con il mio ascolto essere riuscita ad accompagnare un cammino che non conoscevo e che solo ora inizio ad intravvedere. Siccome adoro scrivere potrei travolgerti con 10.000 pagine ma ti risparmio! Continueremo con la prossima lettera!

Un strucon

Teresa

Une qe po shkruaj kete leter jam nje shqiptar qe per momentin ndodhem ne burgun e Tolmezzos ne Itali.Jeta sic e shikoni ka abuzuar pak me mua por jane gjera qe nga une perballohen lehte sidomos tani ne kete periudhe qe kam mbeshtetjen e zemres time T….

Personi ne fjale ka ekzistuar gjithmone ne mendjen dhe zemren time por arsyet tona personale dhe pamundesia e komunikimit me kishin bere qe ti humbja shpresat dhe vetem ta enderroja…Por ja qe jeta ka edhe surprizat e veta dhe po tregohet shume e mire edhe me mua.

Tamam pas nje periudhe te gjate qe kam kaluar ketu ne burg mu krijua mundesia qe te komunikoj me shpirtin tim T….Me pak fjale une ARTURI qe deri dje isha njeriu me fatkeq ne bote sot jam njeriu me ilumtur ne bote.Dhe kete lumturi mua ma solli shpirti im qe e dua dhe do ta dua per tere jeten sepse eshte me te vertete femra ideale per mua dhe zoti e ka sjelle ne jete vetem per mua.

Kjo eshte nje detyre qe me takon mua personalisht qe ta dua dhe ta respektoj T…. time dhe do ta bej per tere jeten.T…ime te kam shpirt dhe je jeta ime pergjithmone. Je e imja pergjithmone .Per ty Arturi qe te don pa fund te kam ZEMER.

Per T….time Turi. 24-06-2011

TOLMEZZO. LETTERA Vi scrivo questa lettera io sono un albanese che sta attualmente in carcere a Tolmezzo in Italia. Nella mia vita sono stato sfortunato, ma queste sono piccole cose che possono essere facilmente sopportato da me, soprattutto adesso in questo periodo che sono innamorato di T. … .

La persona in questione è sempre esistito nella mia mente e nel cuore, ma le nostre ragioni personali e l’impossibilità di comunicare hanno portato a perdere la speranza e solo a sognare … Ma è qui che la vita ha le sue sorprese e sta mostrandosi molto buona con me. Dopo un lungo periodo che ho trascorso in prigione appena avuta la possibilità di comunicare con la mia t ,anima mia …. in breve fino a ieri, Arthur era l’uomo più sfortunato nel mondo , oggi sono l’uomo più fortunato del mondo.

Questa felicità che porto nella mia anima viene dal mio amore, che amerò per tutta la vita.Fra le donne è davvero la donna ideale per me e Dio ha dato vita solo me .Amarla è un compito che spetta a me personalmente e io la amo e la rispetto e lo farò per tutta la mia vita.T mia anima … e tu sei la mia vita per sempre. Sei mia per sempre. Per te io Arthur voglio avere cuore infinito.

Per la mia Tina

Artur 24-06-2011 TOLMEZZO.